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Nel 1974 due psicologi israeliani Amos Tversky e Daniel Kahneman stravolgono il modo di pensare dell’epoca introducendo tre euristiche, o regole pratiche (approccio euristiche e distorsioni allo studio delle decisioni umane):

  • Ancoraggio;
  • Disponibilità;
  • Rappresentatività.

ANCORAGGIO

Immaginiamo di dover indovinare quanti abitanti fa la città di Monza, che si trova a mezz’ora di macchina da Milano. Se non sappiamo molto di Monza, ma sappiamo comunque essere oramai una grande città come facciamo ad indovinare?

Quello che possiamo fare è partire dalla popolazione di Milano che è di 1,360 milioni. Siccome sappiamo che Monza è sì una grande città, ma non come Milano, possiamo ipotizzare che sia un quinto di Milano, quindi circa 260 mila abitanti. Immaginiamo ora di porre la stessa domanda ad una persona che abita a Como, neppure lui sa rispondere, ma sa che Como ha circa 86 mila abitanti e che Monza ad occhio è almeno una volta e mezzo Como e quindi potrebbe arrivare a 130 mila abitanti.

Ebbene questo modo di ragionare si chiama ancoraggio e aggiustamento. Si comincia con un’ancora, il numero che si conosce e lo si aggiusta nella direzione che si ritiene più appropriata.

DISPONIBILITÀ

Dobbiamo davvero preoccuparci degli uragani, delle centrali nucleari, del terrorismo, dell’influenza aviaria? Nel rispondere a domande di questo tipo solitamente gli individui ricorrrono alla cosiddetta euristica della disponibilità valutando la probabilità dei rischi a seconda della facilità con cui riescono a pensare ad esempi rilevanti. L’11 settembre, per esempio per chi l’ha vissuto anche non direttamente è più familiare come rischio e quindi viene considerato più grave di una eccessiva esposizione al sole in montagna.  Gli omicidi si ricordano più facilmente dei suicidi e quindi si è portati erroneamente  a dire che il numero di morti a seguito di omicidi è più elevato di quello a seguito di suicidio.

Ecco quindi che l’accessibilità e la rilevanza fanno sì che chi ha vissuto l’esperienza di un terremoto sia più portato a credere che la probabilità che si verifichi sia elevata. Questo ci porta a sopravalutare la probabilità di cause di morte vivide e facili da immaginare (uragani) e sottovalutare la probabilità di cause di morte meno vivide (attacco di asma). Analogamente gli eventi più recenti hanno un maggior impatto sul nostro comportamento e sulle nostre paure.

RAPPRESENTATIVITÀ

Siamo portati a credere che un africano alto due metri abbia maggiore probabilità di diventare un giocatore di basket rispetto ad un ebreo alto un metro e sessantacinque. Questo semplicemente perché ci sono più giocatori di basket alti e di colore rispetto a bassi e dalla pelle chiara.

Prendiamo una donna immaginaria, Chiara e facciamo questo esperimento:

Chiara è una donna di trentun anni, single, schietta e molto brillante. Ha una laurea in filosofia. Quando era studentessa era profondamente interessata ai problemi di discriminazione e giustizia sociale ed ha partecipato anche a manifestazioni contro il nucleare.

Viene poi chiesto ai partecipanti all’esperimento di immaginare otto scenari possibili futuri per Chiara. Le due risposte più ricorrenti erano:

  • Cassiera di banca
  • Cassiera di banca attiva nel movimento femminista.

Secondo la maggior parte dei partecipanti la risposta più probabile era che Chiara diventasse una cassiera di banca attiva nel movimento femminista. Questa risposta è viziata sul piano logico in quanto è alquanto improbabile il verificarsi di una coppia di eventi rispetto ad uno solo di essi. Quindi la probabilità che Chiara diventi solo una cassiera di banca è maggiore di quella che diventi anche attiva nel movimento femminista.

(Richard Taheler: la spinta gentile)

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